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Soil Washing

   

Il SW è una tecnologia di trattamento ex-situ utilizzata per il risanamento dei terreni contaminati con l’obiettivo di recuperare circa il 60% di materiali e di ridurre, quindi, la quantità e la pericolosità dei rifiuti da conferire a discarica.

I principali interventi che costituiscono un intervento di SW consistono nella selezione granulometrica e nel lavaggio dei materiali costituenti la fase solida del terreno che permettono il trasferimento parziale o totale della contaminazione al liquido utilizzato come agente di lavaggio; il processo di selezione della fase solida è seguito da un trattamento chimico-fisico della torbida risultante in modo da concentrare gli inquinanti nei fanghi disidratati e permettere il ricircolo delle acque di lavaggio.

La frazione di suolo con granulometria maggiore (sabbie e ghiaie) sono avviate al recupero mentre, le particelle con  dimensioni minori, previa disidratazione sono avviate a smaltimento definitivo.

La gamma di contaminanti che è possibile rimuovere tramite tale trattamento è molto ampia e l’efficacia di rimozione è proporzionale alla granulometria del terreno: per matrici ghiaioso-sabbiose l’efficienza è elevata mentre per matrici limo-argillose risulta inferiore.

Le fasi di trattamento, possono così riassumersi: 

Tramoggia con nastro estrattore e sistema di grigliatura grossolano

Il materiale da trattare viene alimentato, tramite pale meccaniche, nella tramoggia di carico che costituisce un accumulo iniziale del rifiuto da trattare; il solido, stoccato nella vasca superiore della tramoggia di carico, viene estratto nella parte bassa della macchina mediante nastro trasportatore a palette metalliche che provvede ad alimentarlo sul successivo nastro trasportatore installato al di sotto della tramoggia.

La tramoggia è, inoltre, dotata di griglia superiore a barrotti per l’eliminazione del materiale grossolano; l’allontanamento del materiale avviene per ribaltamento della griglia azionata da pistoni idraulici.

A completamento del sistema, al di sotto del nastro a palette metalliche è installato un ulteriore nastro che ha la funzione di raccolta e pulizia.

Nastro di carico lavatore in controcorrente

Il nastro, a valle della tramoggia, è essenzialmente costituito da un nastro trasportatore con  tappeto in gomma di tipo a “V” (rullo centrale piano con due rulli laterali inclinati),

Sul nastro di carico del lavatore in controcorrente, è installato un deferrizzatore magnetico a nastro allo scopo di allontanare, dal rifiuto da trattare, eventuali componenti metalliche ferromagnetiche che potrebbero rivelarsi dannose nelle successive fasi di trattamento. 

Il deferrizzatore è costituito da un telaio di supporto in carpenteria metallica sul quale sono installati il magnete permanente (responsabile dell’attrazione magnetica dei corpi metallici) ed i vari componenti che consentono l’avanzamento del tappeto in gomma (responsabile dell’allontanamento dei corpi metallici captati). Con questo sistema, gli elementi metallici estranei presenti, vengono separati e raccolti in un apposito contenitore.

Lavatore in controcorrente

In questa sezione si realizza il primo lavaggio, dove i materiali grossolani vengono separati dai materiali più fini ed eventualmente a loro adesi. Il lavaggio viene effettuato utilizzando acqua depurata proveniente dal successivo trattamento chimico-fisico. 

Il lavatore rotante è dotato di palettatura meccanica interna adeguatamente sagomata e di ugelli spruzzatori; il sistema sviluppa un’energica e turbolenta agitazione dei materiali da lavare mediante un movimento in controcorrente tra l’acqua di lavaggio e il materiale sottoposto a trattamento.

Nel lavatore controcorrente la ghiaia con dimensioni da 5 a 100 mm, viene sollevata dall’azione delle pale ruotanti, avviata in testa allo stesso e in seguito scaricata in un’apposita vasca di stoccaggio.

Il sottovaglio proveniente dal lavatore in controcorrente, costituito da una corrente acquosa di sabbia (<5mm), limo e argilla (<0,063) e sostanze leggere, passa attraverso uno specifico vaglio vibrante, dove le parti leggere, con dimensioni superiori a 5 mm vengono eliminate dal sistema mentre il resto dei materiali raggiunge il gruppo di raffinazione sabbie.

Idrociclone

La torbida uscente dalla sfangatrice viene trasferita ad un sistema di idrociclonatura dove la frazione sabbiosa si separa per gravità dalla frazione acquosa che, di conseguenza, conterrà tutte le frazioni più fini rimaste.

La pompa installata sulla vasca di raccolta torbida alimenta l’idrociclone che ha lo scopo di separare le frazioni sabbiose dall’acqua di processo, contenente anche le frazioni<0,063 mm e di concentrare la parte solida in modo da rendere la torbida sabbiosa idonea al trattamento nelle cella d’attrizione. La miscela acqua-sabbia in uscita dall’ugello inferiore dall’idrociclone, con un contenuto di solidi di circa il 50%, ricade nella cassetta di carico della cella di attrizione. La quantità e la qualità della miscela è regolata in modo automatico dal sistema di automazione che gestisce l’apertura di una valvola pneumatica di tipo a pinza installata in prossimità dell’ugello di scarico. L’automazione utilizza, per la gestione del sistema, un misuratore di pressione direttamente installato sulla tubazione di ricircolo della pompa dell’idrociclone.

La sospensione in uscita dall’ugello superiore dell’idrociclone, acqua e frazione<0,063 mm, è destinata direttamente all’impianto chimico fisico.

Celle di attrizione

In questa fase è prevista alimentazione con acqua depurata. La sabbia passa attraverso le celle di attrizione che, per l’azione meccanica generata da due turbo miscelatori, operano un energico sfregamento fra i granuli di sabbia. La superficie del granulo subisce in tal modo un trattamento meccanico volto a rimuovere i contaminanti adesi.

L’unità di attrizione è costituita da due “celle” in acciaio al carbonio rivestito internamente in materiale antiabrasione che supportano agitatori con albero a più eliche          .

Nella cella di attrizione, per effetto degli urti tra le particelle provocati dall’intensa turbolenza prodotta dal sistema di agitazione, si realizza il distacco fisico dei contaminanti fortemente legati alla superficie delle particelle sabbiose: la mistura d’acqua, sabbia e contaminanti separati dalle sabbie, in uscita dalla cella di attrizione, ricade in una cassetta di raccolta e da qui viene convogliata al gruppo di idrociclonatura secondario.

Idrociclone secondario

Dalla sezione delle celle di attrizione il materiale passa ad una sezione di idrociclonatura secondaria che si occupa di separare la sabbia dalla frazione più fine rimasta, che non è stata separata dopo la prima sezione di idrociclonatura. La sospensione di acqua e sabbia in uscita dalla parte inferiore dell’idrociclone viene convogliata per gravità alla sezione successiva

L’idrociclone ha le medesime caratteristiche del primario, ma con applicato un vaglio sgrondatore per l’asciugatura della sabbia.

Separatore a spirale
A valle del lavatore è predisposto un separatore a spirale, coclea; il materiale scaricato subisce una separazione: la parte solida viene spinta fuori dalla coclea mentre, l’acqua con la frazione più fine, deborda da canali a sfioro posizionati all’interno della stessa.

 

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